Il Prof. Giovanni Pizzolo — ematologo al CEMS Verona — è stato per lungo tempo Direttore della Divisione di Ematologia del Policlinico Universitario di Verona e Direttore della Scuola di Specialità di Ematologia dell’Università di Verona. Oggi che visita ambulatorialmente al CEMS, ci pregiamo di porgli qualche domanda che ci aiuti a comprendere il ruolo dell’ematologo nella salvaguardia della nostra salute.
— Prof. Pizzolo: L’ematologo è lo specialista dell’ematologia, la branca della medicina che studia e tratta le malattie del sangue. Queste patologie sono tante: alcune molto gravi, altre piuttosto banali ma particolarmente frequenti.
L’ematologo è quindi il medico esperto che si occupa di leucemie, linfomi, anemie, disordini piastrinici, mieloma multiplo, gammapatie monoclonali, sindromi mielodisplastiche, policitemia, mielofibrosi, etc.
— Prof. Pizzolo: Ha citato tra le malattie del sangue alcune piuttosto gravi. La leucemia è associata, nella percezione del paziente, solo a scenari nefasti, quando invece la ricerca ha compiuto straordinari passi in avanti e molte forme possono essere curate e guarite.
I linfomi invece, che derivano dalla trasformazione tumorale delle cellule linfoidi dei tessuti, si dividono in 2 grandi categoria: il Linfoma di Hodgkin (dal medico inglese che descrisse per la prima volta questa malattia già nell’800) e i Linfomi non-Hodgkin.
Questi ultimi, in base al loro comportamento clinico si dividono in “indolenti”, che crescono lentamente tanto che l’inizio del trattamento può essere spesso ritardato anche di diversi anni e “aggressivi o altamente aggressivi”, nei quali è indispensabile agire tempestivamente con trattamenti efficaci.
Ciò che è importante sapere per il paziente è che, all’interno di queste due macro-categorie, ci sono tante forme diverse, alcune delle quali non incidono in modo significativo sulla qualità e sulla durata della vita; altre che invece meritano particolare attenzione e accertamenti per poter essere curate adeguatamente e guarite, in una percentuale sempre più elevata di casi.
Discernere questa complessità e guidare il paziente, è compito dell’ematologo.
— Prof. Pizzolo: Sono persone che vengono indirizzate all’ematologo dal medico di base che sospetta una possibile diagnosi ematologica e ha bisogno di un inquadramento, oppure persone che sanno già di avere una malattia del sangue e desiderano un’opinione esperta sul percorso di cura che stanno seguendo. Un altro motivo di visita piuttosto frequente è la richiesta di diagnosi sulla natura di un linfonodo ingrossato, specie se si trova in una zona inusuale.
Circa un 30% di pazienti che visito, arrivano a me direttamente senza aver mai sostenuto prima una visita ematologica perché spaventati dall’esito di esami routinari del sangue, soprattutto dell’emocromo, preoccupati dalle cosiddette “stellette” (asterischi chi indicano una anomalia).
— Prof. Pizzolo: Solo per fare un esempio, l’anemia da carenza di ferro, una patologia molto diffusa e a suo modo banale, ma che condiziona pesantemente la qualità di vita perché provoca stanchezza, difficoltà di concentrazione, fiatone nell’affrontare una semplice rampa di scale, tachicardia, caduta dei capelli, unghie fragili, ragadi alla bocca etc.
Colpisce numerosissime giovani donne, che hanno avuto una gravidanza e/o allattato a lungo con flussi mestruali particolarmente abbondanti che alla lunga portano all’impoverimento dei depositi di ferro dell’organismo, con conseguente sviluppo di una anemia detta “microcitica” perché i globuli rossi si rimpiccioliscono e contengono poca emoglobina che non è sufficiente per portare con il sangue l’ossigeno che serve ai tessuti.
— Prof. Pizzolo: Il CEMS Verona è un eccellente presidio diagnostico e chi si rivolge a me trova un ematologo esperto al CEMS Verona, che ha saputo tessere in lunghi anni di esperienza alla guida dell’ematologia di Verona una consolidata rete di conoscenze specialistiche, attivabili al bisogno, con cui condividere una decisione particolarmente complicata, predisporre un ricovero, un accertamento o un percorso di cura.
— Prof. Pizzolo: Ognuno di noi è unico e reagisce alle avversità della vita in modo differente, come può e come sa. E questa non è un’epoca che aiuta perché di fronte all’esito di un esame si va immediatamente su internet e, sulla base di ciò che “si è orecchiato”, si scatenano una serie di reazioni che enfatizzano gli scenari peggiori.
Ecco allora la necessità di una mediazione della conoscenza e delle informazioni da parte dello specialista esperto che dedichi il tempo necessario per stabilire un rapporto empatico con il paziente che consenta di spiegare, motivare, chiarire, tranquillizzare, delineare eventuali percorsi corretti di approfondimento del problema. É ovvio che ciò non si può avere da una ricerca sul web, a cui non si può chiedere una relazione emozionale indispensabile per ottenere, attraverso informazioni corrette filtrate da chi ne sa, le rassicurazioni utili per gestire l’ansia che immancabilmente ciascuno prova di fronte a un problema vero, o presunto tale, di salute.
Se avete il sospetto di una malattia del sangue, reale o suggerita dal web che voi avete consultato per tranquillizzarvi, spegnete il computer e rivolgetevi a un ematologo.
A Verona c’è un ottimo reparto di Ematologia e molti professionisti esperti tra i quali scegliere. Tra questi ci sono anch’io.